Ottica Rolin

I movimenti oculari

Ivan Meli
Dicembre 19, 2023

Un aspetto fondamentale della visione umana sono i movimenti oculari; al contrario di altre specie animali noi uomini siamo in grado di ampliare il nostro campo visivo proprio grazie al movimento dei nostri occhi. Inoltre, un ulteriore scopo dei movimenti oculari è quello di portare sulla fovea, ovvero la regione di massima acutezza visiva che si trova nella parte centrale della retina, l’immagine dell’oggetto di fissazione.

Questo avviene grazie alla rotazione del bulbo, che è permessa lungo i cosiddetti Assi di Fick (assi verticale, orizzontale e antero-posteriore), attorno al centro di rotazione situato circa 13,4 mm dietro l’apice della cornea.

L’occhio a riposo si trova in posizione primaria di sguardo, invece se viene effettuato un movimento lungo un asse l’occhio sarà in posizione secondaria, se invece si ha rotazione su tutti e tre gli assi sarà in posizione terziaria.

Secondo la legge di Hering, i due muscoli che muovono gli occhi nella stessa direzione, sono innervati con la stessa intensità, di conseguenza si muoveranno con la stessa velocità e la stessa ampiezza di rotazione.

I due movimenti oculari principali sono inseguimenti e saccadi:

  • Gli inseguimenti: sono detti anche pursuit e consentono di seguire oggetti in movimento, mantenendo sempre la fovea centrata sull'oggetto in osservazione. Questi sono movimenti lenti e precisi che siamo consapevoli di eseguire; insieme alle saccadi costituiscono i movimenti coniugati, ovvero quelli nei quali entrambi gli occhi compiono lo stesso movimento nella stessa direzione.
  • Le saccadi: questi sono i movimenti oculari che permettono di modificare rapidamente il punto di fissazione, coprono ampiezze sia grandi che piccole, e possono essere elicitate sia volontariamente (ad esempio da un cambio della posizione dello stimolo nel campo visivo) che in modo spontaneo (ad esempio all’apparizione di un nuovo oggetto in visione periferica, così come in seguito a stimoli uditivi o tattili). Dopo la comparsa o la localizzazione di un target servono circa 200 millisecondi ai muscoli oculari per programmare ed effettuare il movimento del bulbo. Se il target si sposta durante questo lasso di tempo l’occhio compirà comunque il movimento dell’entità programmata, andando quindi a mancarlo, e servirà una seconda saccade per visualizzarlo. Per questo motivo è detto di tipo balistico. Sono i movimenti più veloci, infatti la loro velocità media è molto alta, circa 700 gradi/s e ne vengono eseguite circa 3-4 al secondo, con una media di 150.000 durante l’intera giornata. Ognuna è sia preceduta che seguita da una fissazione, durante la quale l’occhio rimane pressoché fermo. Nonostante si possa pensare che questo sia un movimento che avviene lungo la retta che collega il punto iniziale di fissazione e il target, è stato provato che le saccadi hanno una curvatura, soprattutto le verticali e le oblique.

L’analisi di una saccade prevede la caratterizzazione della durata, dell’ampiezza, della velocità di picco, uniti alla latenza e all’accuratezza. Generalmente l’ampiezza massima è di 20 gradi, poi entra in gioco la rotazione della testa.

Nella pratica clinica i movimenti saccadici possono essere valutati tramite il test NSUCO, acronimo di Northeastern State University College of Optometry, così come gli inseguimenti. Viene svolto con l’esaminatore posto di fronte al paziente, in modo da poter guardare bene i movimenti oculari di quest’ultimo. Come target vengono utilizzate due sfere di Wolff, montate su astine, che vengono tenute a circa 20 cm di distanza tra loro, a circa 40 cm dal viso del soggetto. Il clinico, quindi, spiega al soggetto che quando dice “1” o il colore di una sfera, l’esaminato dovrà fissarla fino a quando non sentirà “2” o il colore dell’altra sfera e il soggetto dovrà quindi spostare la fissazione sull’altra. Vengono valutate principalmente quattro aree: l’abilità del soggetto a compiere tutti i movimenti richiesti, la sua accuratezza, il grado di movimenti del capo e del corpo. L’esaminatore valuta i movimenti oculari compiuti dal paziente, dando un punteggio da uno a cinque, dove cinque rappresenta la performance ottimale.

Qualora nell’analisi visiva emergessero difficoltà nei movimenti di inseguimento e nei movimenti saccadici si ricorre alla rieducazione visiva con l’obiettivo di insegnare al cervello come rendere questi movimenti più accurati ed efficaci.

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