Ottica Rolin

L'acutezza visiva: come l'optometrista rileva la visione

Ivan Meli
Dicembre 19, 2023

Nella vita quotidiana è di sicuro capitato a tutti di sentirsi chiedere: “ma quanto ci vedi?”. E le risposte sono sempre piuttosto bizarre…”Ehh, mi mancano 5 decimi” ; “Vedo 10 diottrie!!” ; “No ma a me manca solo qualche grado”. Facciamo quindi un po’ di chiarezza su come viene misurata la visione!

Prima di tutto la domanda corretta da porre dovrebbe essere: “qual è la tua acutezza visiva?”. Ebbene sì, per capire come è la visione di un soggetto l’optometrista va proprio a rilevare l’acutezza visiva, detta anche acuità visiva o visus, che è il metodo più comune per valutare la funzione visiva e quanto l’occhio è in grado di percepire.

Questa viene misurata con degli ottotipi, rappresentazioni grafiche di lettere o simboli: ce ne sono una varietà, adatti a tutti, dagli adulti, ai bambini e anche per gli analfabeti. Il primo ottotipo fu creato nel 1862 da un medico specializzato in oftalmologia, l’olandese Hermann Snellen. Un particolare ottotipo è composto dalla lettera E in formato maiuscolo rivolta in tutte e 4 le direzioni possibili, ne troviamo anche uno simile ma con la lettera C maiuscola in cui viene chiesto di individuare da che lato si trova l’apertura.

In tutti gli ottotipi ogni lettera o simbolo è creato in modo da sottendere 5’ d’arco e ogni dettaglio di essi arriva a sottendere 1’ d’arco. Inoltre, anche il modo in cui diminuiscono gradualmente è sempre legato a quella che viene considerata visione normale. Un’altra curiosità è che le lettere che vengono presentate nella rilevazione dell’acutezza visiva non sono tutte le lettere dell’alfabeto ma solo 10 di esse, quelle che sono considerate le più difficili da rilevare.

L’acutezza visiva può essere rappresentata con diverse unità di misura, le più comuni sono i decimi, i decimali e i logmar. In passato si pensava che il massimo dell’acutezza visiva umana fosse 10/10, ma ciò è stato basato su un errore matematico che si è tramandato per secoli. In realtà la massima acutezza visiva umana è 20/10, con un valore medio di 14/10.

In questo momento penserete che l’uomo è quindi in grado di vedere benissimo, ma vi sbagliate, molti animali ci battono facilmente. Basti pensare all’aquila, animale con la migliore acutezza visiva al mondo, con un campo visivo di addirittura 340°! Un altro interessante esempio è anche il gambero mantide, che troviamo al terzo posto: esso è in grado di vedere luci ultraviolette, infrarosse e polarizzate, impossibili da vedere per l’uomo. Il migliore invece nella visione notturna è il gufo, grazie ai suoi bastoncelli di numero molto superiore rispetto a quelli dell’uomo e all’occhio sporgente che consente un campo di visione di 270°. Infine, è importante accennare anche al camaleonte, unico animale al mondo in grado di guardare in direzioni diverse con ogni occhio.

Tutto ciò fa capire quanto sia fondamentale la visione nella vita di chiunque, ricorda sempre di prendertene cura!

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